Utopie elementari e di confine: scambiare doni e pensieri

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Il progetto “Utopie elementari e di confine” è stato premiato nell’ambito del bando “La prima scuola” promosso dall’associazione Zalab (collettivo di cinque filmmakers e operatori sociali: Matteo Calore, Stefano Collizzoli, Maddalena Grechi, Andrea Segre, Sara Zavarise). Il disegno originale del progetto –  a cura di Luca Mori e di Chiara Brambilla (tra filosofia e antropologia) – è stato poi proposto e integrato dai contributi di insegnanti della scuola primaria Clarina di Trento (IC Trento 4), della scuola primaria Europa di Rosignano Solvay e della scuola primaria Ajello di Mazara del Vallo.

Link ai post dedicati:

Le prime cose di cui avremo bisogno
Dove abitare
Le regole di utopia
Cosa succede a chi non rispetta le regole
Genitori e adulti sono ammessi sull’isola?
Gestione dei confini e arrivo di estranei: che fare?

tnrosmazImmagini di Trento, Rosignano Solvay e Mazara del Vallo

Il progetto coinvolge quattro classi seconde (Scuola primaria) di tre diverse regioni italiane: partendo da nord, la Scuola primaria Clarina di Trento (IC Trento 4), con le due classi IIA e IIB di Antonella Demattè e Giovanna Faes; la Scuola primaria Europa di Rosignano Solvay (I circolo didattico) con la classe IIA di Patrizia Cinagli e Amalia Chierchiello; la Scuola primaria Ajello di Mazara del Vallo, con la classe IIB di Vincenza Nastasi, con un’attività aggiuntiva e preziosa della Dirigente Eleonora Pipitone, che ha permesso di intrecciare l’esperienza nella scuola con camminate e scoperte nella città, dalla Qasba al mare. In questa scuola si sono subito aggiunte con entusiasmo all’esperienza anche due colleghe di Vincenza, Giusy Serrentino e Mariella Misurata. La Scuola tsm|Step (Trento) accompagna il progetto assicurando alcune azioni di promozione e di divulgazione dell’iniziativa e dei suoi esiti.

Dopo l’elaborazione delle prime due utopie a Trento e il primo passaggio di doni e messaggi da Rosignano Solvay a Trento, avvenuto a dicembre 2014, il progetto è proseguito nel 2015: il 12 gennaio il filosofo in viaggio ha portato auguri di buon anno, doni e domande dalle classi seconde della Scuola primaria Clarina di Trento alla classe seconda della Scuola Europa di Rosignano Solvay. Tra marzo e aprile anche le classi di Rosignano Solvay e Mazara del Vallo hanno elaborato le proprie utopie: diventa così possibile per i bambini scambiarsele e confrontare sui singoli punti affrontati le proprie scelte con quelle dei coetanei distanti… è un’occasione singolare e motivante per chiedersi dove abitano questi coetanei, per affrontare questioni di storia e geografia, per cimentarsi nella lettura, nell’interpretazione e nella scrittura di testi e per mille altre cose, uscendo per così dire dalle quattro pareti dell’aula scolastica, perché l’agire e la ricerca che si fanno mettono in relazione con un “altrove” che attende e invita a pensare.

Oltre alle utopie, peraltro, si condividono e confrontano immagini, oggetti e ricerche ispirate dai propri paesaggi di vita, dai contesti “concreti” della propria esperienza quotidiana.

La collaborazione con la scuola di Mazara del Vallo è sostenuta e ispirata dallo straordinario lavoro che lì sta già facendo, con i suoi colleghi, l’amica antropologa Chiara Brambilla, nell’ambito di un progetto europeo in cui si occupa, tra l’altro, di una ricerca interdisciplinare sui confini Europa-Mediterraneo (“Bordering, Political Landscapes and Social Arenas: Potentials and Challenges of Evolving Border Concepts in a Post-Cold War World”: acronym EUBORDERSCAPES, 2012/2016).

La collaborazione con Chiara, peraltro, nasce da una ricerca sui paesaggi originari nelle Scuole primarie coordinata da Ugo Morelli per tms-Step, la Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, diretta da Gianluca Cepollaro, costituita dalla Provincia Autonoma di Trento all’interno della Trentino School of Management. Step sta dando e darà un grande supporto all’iniziativa e l’ha segnalata nella pagina Stepjunior, dedicata all’educazione al paesaggio per le nuove generazioni.

In sintesi, dal mio punto di vista, quanto sta accadendo è esemplare di come le buone collaborazioni possano essere generative di idee e di altre buone collaborazioni.

ULTERIORI DETTAGLI DALLA SCHEDA PUBBLICATA DA “LA PRIMA SCUOLA”

Utopie elementari e di confine è un laboratorio filosofico incentrato sulla rielaborazione di cosiddette “utopie di confine”, cioè utopie che, partendo dalle peculiarità di ogni singola scuola, permettano di rielaborare la distanza che intercorre tra ciò che siamo e ciò che  vorremmo essere. I punti su cui fanno leva i proponenti sono legati ai temi dell’immigrazione e delle cosiddette seconde generazioni, lavorando su tre territori geograficamente significativi: al centro la classe di Rosignano, che presenta il 50% di alunni stranieri; al nord la classe di Trento, che ha un 30% di alunni di seconda generazione; al sud Mazara del Vallo, uno spazio in cui la frontiera italo-tunisina è  vissuta nella quotidianità. La costruzione dell’utopia viene accompagnata da diverse attività quali: la costruzione di una cassetta delle lettera e il conseguente avvio di una corrispondenza all’interno della classe; la rielaborazione dei messaggi attraverso la loro correzione; l’analisi dei comportamenti e delle dinamiche relazionali che si creano tra gli alunni. In un secondo momento verrà avviata una corrispondenza inter-classe tra le tre città. A partire dagli stimoli della corrispondenza e con l’avvio di una discussione aperta si cercherà di portare la classe a prendere una posizione circa la costruzione di una città immaginaria. Lungo l’arco di questo percorso i proponenti giudicano importante organizzare alcuni incontri tra i formatori stessi e i genitori degli alunni anche per analizzare eventuali difficoltà del gruppo-classe.

Criticando l’idea di scuola che imbottisce le menti, il laboratorio “sollecita le tendenze a problematizzare: in tal senso si ritiene fondamentale l’esercizio ad immaginare possibilità diverse dal reale, a pensare come potrebbero andare diversamente le cose, a ragionare in termini controfattuali, a valutare il quasi e le possibilità alternative di mettersi alla prova per apprendere”.
 
TERRITORIO
 
Trento è una città di 116.000 abitanti e la scuola Clarina, situata in un quartiere di prima periferia, rappresenta il plesso più a Nord tra i vincitori del bando “La prima scuola”. Rosignano Solvay (LI) è un paese sulla costa livornese di circa 16.000 ab.. Mazara del Vallo (TP) ha circa 50.000 abitanti e rappresenta il plesso più a Sud tra tutti i partecipanti.