Paesaggi ordinari in utopia: in e out

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Nell’ambito del progetto “Utopie elementari e di confine”, l’invenzione dell’utopia permette anche di riflettere sul proprio paesaggio di vita ordinario, distinguendo tra ciò che si vorrebbe portare sull’isola e ciò che si vorrebbe lasciare indietro. Considerando i paesaggi ordinari a cui fanno riferimento le due classi (2A e 2B) della Scuola Clarina di Trento (a.s. 2014/2015), ecco alcune immagini significative.

Nota: le immagini sono state raccolte dalle maestre Antonella Demattè e Giovanna Faes e integrate in un loro bellissimo percorso sulla percezione del paesaggio di vita dei bambini.

PAESAGGI ORDINARI OUT (esclusi dall’utopia)

Tra i paesaggi ordinari esclusi, per le motivazioni riportate assieme alle immagini, spiccano architetture brutte o con muri rovinati o imbrattati da scritte, i rifiuti, i paesaggi rumorosi e il traffico, i paesaggi segnati dal vandalismo

PAESAGGI ORDINARI IN (desiderati in utopia)

Tra i paesaggi ordinari inclusi, spiccano le ragioni di ordine percettivo/estetico ed affettivo: troviamo il Monte Calisio visto da Trento Nord (che dà sicurezza), il campo da basket in cui si gioca abitualmente, la nuova casa di mamma, la casa dei parenti in Tunisia, la spiaggia della Croazia in cui si sono passate splendide giornate, un lago dove si è vissuta una vacanza indimenticabile, il lago delle Stellelune in Lagorai, un lunapark, il proprio letto, la panchina del terrazzo da cui si osserva il paesaggio montano in lontananza, parchi giochi e pista di pattinaggio, un rifugio in montagna, rio e ruscello (perché l’acqua è importante), perfino una rotatoria (via De Gasperi), per i colori degli alberi