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lucamoriQuesto blog e il Gioco delle 100 utopie sono un’idea di Luca Mori.

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Oltre a mettere a disposizione progressivamente nel blog un’ampia documentazione e idee didattiche per le scuole (che ho sperimentato in oltre dieci anni di filosofia con i bambini), il Gioco delle 100 utopie è anche un nuovo progetto che potrà iniziare grazie all’esito di una raccolta di donazioni (crowdfunding). Le domande opportune e classiche in questi casi sono: Perché dare fiducia al progetto? Sarà un lavoro di qualità?

A queste domande posso rispondere solo dando la parola ad altri, che già hanno vissuto esperienze e sperimentazioni con me. Mi presento perciò attraverso le loro testimonianze, che dimostrano che il Gioco delle 100 utopie non è un’iniziativa improvvisata e mettono in evidenza il potenziale di singole esperienze passate e i risultati del mio lavoro in diversi contesti [vedi la pagina Storia dell’idea per i miei “maestri” e per le istituzioni che hanno reso possibili tante sperimentazioni e l’esistenza di tanti percorsi]:

[1]

Articolo su La Repubblica (di Michele Smargiassi) scritto a partire da un mio incontro sull’utopia nelle scuole dell’infanzia comunali di Modena (quotidiano cartaceo: Filosofi sono i bambini, «La Repubblica», 20 maggio 2011, p. 52): http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/05/20/filosofi-sono-bambini.html

[2]

Articolo su L’Unità (di Vladimiro Frulletti) sul progetto “Utopie” condotto con bambini e genitori a Rosignano Marittimo (quotidiano cartaceo, Scuola e utopia: il progetto delle maestre di Rosignano, «L’Unità», 30 aprile 2010, pp. 14-15): www.unita.it/italia/scuola-e-utopia-il-progetto-delle-maestre-di-rosignano-1.36889

[3]

Il progetto Utopie di confine è stato premiato dall’associazione ZaLab nell’ambito del bando “La prima scuola”): www.zalab.org/progetti-it/96/.

Vedi anche http://laprimascuola.wordpress.com/2013/11/08/filosofia-con-i-bambini.

Anche in questo caso, il raggio d’intervento è limitato, ma si introduce l’innovazione significativa di mettere in relazione, a partire dall’immaginario utopico, classi in regioni lontane d’Italia: da Trento a Rosignano Solvay fino a Mazara del Vallo.

[4]

Segnalazione del progetto sull’utopia condotto in Toscana sul sito del Centro Nazionale di documentazione e analisi sull’infanzia e sull’adolescenza di Firenze: www.minori.it
http://www.minori.it/news/utopia-il-gioco-educare-alla-legalità

[5]

Progetto “Piccole ragioni” e “Progetto filosofare”, con la Fondazione Collegio San Carlo di Modena (dir. Carlo Altini):
http://cc.fondazionesancarlo.it/fondazione/Viewer?cmd=filosofiaconibambini
www.progettofilosofare.it

[6]

Alcune esperienze sono documentate da pubblicazioni di libri: es.

  • M. A. Galanti (a cura di), In rapido volo con morbida voce. L’immaginazione come ponte tra infanzia e adultità, Edizioni ETS, Pisa 2008
  • [a cura di Fondazione Collegio San Carlo, Modena] Piccole ragioni. Filosofia con i bambini, Franco Cosimo Panini Editore, Modena 2012
  • L. Mori, Antigone elementare, Edizioni Mnemosyne, Pisa 2014
  • L. Mori, I Presocratici alle elementari, Edizioni Mnemosyne, Pisa 2014
  • [a cura di Fondazione Collegio San Carlo, Modena] Filosofare. Filosofia con i bambini, Editore Artebambini, Bezzano (BO) 2015

[7]

Condivisioni (selezione dai social networks)

Luciano Floridi, Director of Research and Professor of Philosophy and Ethics of Information, Oxford Internet Institute, University of Oxford

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Marcello Carrozzino, ricercatore e docente presso Scuola Superiore Sant’Anna (Pisa), Laboratorio PERCRO (Perceptual Robotics Laboratory)

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Emanuela Fellin, pedagogista clinica, esperta in processi formativi e in disturbi specifici dell’apprendimento (Trento)

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Moira Mameli, Responsabile Promozione Teatro Verdi di Sassari e Ufficio Scuole presso Teatro Nuovo di Milano

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Cristina Franchi, dottoressa in Sistemi e progetti di comunicazione (Università di Pisa), gestione e comunicazione c/o Villa Il Borghetto (Siena)

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Linda Pitto, dottoressa in Sistemi e progetti di comunicazione, addetto reparto operativo export presso BASE SPA

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Valentina Carta, dottoressa in Sistemi e progetti di comunicazione, executive project manager @ Latte Creative

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[8]

Commenti di bambine e bambini che hanno partecipato al progetto “Utopie”, raccolti nel 2010 come messaggi sull’esperienza fatta, da inviare ad altre maestre e maestri. I messaggi potevano essere scritti liberamente, anche in modo anonimo, e inseriti in una scatola messa a disposizione all’ingresso/uscita dall’esposizione dei disegni e di brani ricavati dai percorsi:

“Cara maestra, dovresti provare questa esperienza perché impari molte cose tra cui metterti d’accordo, imparare ad ascoltare il prossimo, a condividere le idee… A me è piaciuta questa esperienza e ti propongo di provarla. È una delle cose più belle che abbia mai fatto in questi quattro anni di scuola” (Francesca)

“Cara maestra, ti vogliamo presentare il nostro progetto, che abbiamo fatto con Luca Mori. A noi è piaciuto molto e speriamo che piaccia anche a te, perché questa storia è molto interessante e creativa: abbiamo collaborato tutti insieme e quest’anno abbiamo visto quanta fiducia c’era, nella nostra classe, e quanta ne mancava” (Andrea G.; Matteo G.; Chiara)

“Cara maestra dovresti fare questa esperienza perché è molto fantasiosa e ci ha aiutato a ragionare e a farci capire molte cose come: ascoltarci, non avere paura di esprimere le nostre idee e mi piacerebbe molto che voi la provaste così vi divertirete e vi rilasserete distraerete da tutti i vostri impegni e le vostre riunioni” (***)

“Cara maestra, secondo me dovresti partecipare a questo progetto perché è molto divertente, creativo, bello, fantastico, fantasioso” (***)

“Cara maestra, devi fare questo progetto perché è molto divertente, emozionante, interessante, e ci si trasforma in filosofi” (***)

“Cara maestra, dovresti fare questa esperienza perché è molto fantasiosa, ci ha aiutato ad ascoltarci e a ragionare e spero che la proverai e ti divertirai” (Rachele)

“Maestra lo potresti fare perché i bambini si divertono e vi divertite anche voi a sentire le loro proposte. I bambini saranno coinvolti e cercheranno di fare un’isola perfetta dove tutti siano felici” (***)

“Cara maestra, ti consiglio di partecipare a questo progetto dell’isola perché mi sembra che sia un’esperienza imperdibile e molto bella. Spero che tu possa partecipare. Bacioni” (Elena M.)

“Cara maestra, io ti consiglierei di fare questa esperienza perché si impara ad accettare le opinioni di tutti e perché secondo me gli adulti evidenziano troppo la differenza di religioni, e in quest’isola invece dobbiamo vivere insieme ed essere tutti felici” (Lorenzo T.)

“Cara maestra, questa esperienza per me è stata molto carina, divertente e fantastica e a me piacerebbe molto che tu la provassi insieme alle tue amiche, così vi divertirete a parlare, ascoltare e a discutere di cose strane, così ad un certo punto vi ritroverete a litigare scherzando” (***)

“Cara maestra, io ti consiglio di partecipare al progetto dell’utopia perché è una cosa molto carina e assulutamente da non perdere e quindi per me con un piccolo sforzo anche se non ci si ha voglia è una cosa che si può fare, poi fai come credi! Bacioni” (Noemi)

“Cara Maestra, noi, bimbi della 5^ ti consigliamo di fare questa esperienza perché è molto divertente, impegnativa e molto simpatica. Perciò se vuoi tenere conto del nostro parere fai questa esperienza” (Federico Q.)

“Cara maestra, secondo me dovresti partecipare a questo progetto perché è divertente e fantasioso ma soprattutto ti fa entrare nel vivo del gioco. Tanti saluti e buona scelta” (Giulia L.)

“Cara maestra, secondo me questo progetto devi farlo, innanzitutto perché è molto bello e interessante. Poi ci fa imparare molte cose sulla filosofia. In più è molto divertente” (Tommaso)

“Cara maestra, stiamo costruendo un’isola per vivere meglio insieme agli altri. Nell’isola ci si diverte molto, se vuoi venire nell’isola diccelo, ci stiamo bene” (***)

“Maestra dovresti fare questa esperienza perché è molto interessante e solo un po’ fantasiosa” (***)

“Cara maestra, io ti consiglio di farlo questo progetto perché è divertente e devi rispondere a tante domande e c’è molta fantasia. Ciao ciao” (Giulia)

“Maestra, questo progetto è stato molto impegnativo ma lo potresti fare con la tua classe, e ti potresti divertire” (Simone)

“Cara maestra, noi abbiamo fatto un progetto sull’isola. Ti consiglio di farlo perché è molto divertente e mi è piaciuto molto” (Roberto)

“Cara maestra, devi fare questa esperienza perché è divertente e fantastica, ci si diverte, si discute e si parla insieme e si discute di cose strane” (***)

“Questo progetto andrebbe fatto perché i bambini imparino delle nuove cose e si divertano” (***)

“Maestra, ci siamo divertiti tanto e lo potresti fare anche te con i tuoi alunni. Con affetto” (***)

“Cara maestra, ti propongo di partecipare a questo nuovo progetto dell’isola, perché è divertente e puoi esprimere le tue opinioni. Spero che tu partecipi maestra e che tu ti diverti. Ciao ciao” (Elena S.)

[9]

Testimonianze di insegnanti che hanno ospitato i progetti di Luca Mori

Mail da Carmela de Lucia, maestra della Scuola primaria del 58° Circolo didattico J.F. Kennedy, Scampia, Napoli (dopo l’incontro nell’ambito del “Gioco delle 100 utopie”, 24 novembre 2015)

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***

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Giuseppina Boccasile, dirigente scolastica, consulente di famiglia a indirizzo transazionale, da sempre ricercatrice del Movimento di Cooperazione Educativa (Bari)

***

«Con la mia classe ho effettuato un percorso di cinque anni sulla filosofia, a partire dall’utopia “dell’isola sconosciuta”. Fin dai primi interventi, i bambini si sono dimostrati curiosi, entusiasti, convinti di essere coinvolti in qualcosa di importante, “da grandi”, investiti di una grande responsabilità. Aspettavano con ansia l’intervento successivo di Luca, ”il filosofo”, come lo chiamavano loro. Hanno imparato a confrontarsi, ad esprimersi prendendo posizione ed argomentandola con sicurezza, in un clima democratico e rispettoso della posizione individuale e di gruppo; hanno sperimentato, con il tempo, la soddisfazione di cambiare idea, assumendo anche solo in parte il punto di vista di un altro.
Anno dopo anno sono giunti a comprendere che, grazie a questo esperimento mentale di gruppo, fatto di tante posizioni individuali in divenire, hanno raggiunto traguardi che li hanno resi molto orgogliosi. A me, insegnante prevalente della classe, osservatrice silenziosa, questo percorso ha permesso di conoscere i ragazzi nella loro complessità; i genitori hanno confermato nei vari incontri che i figli si sono sentiti liberi e accolti nell’esprimere se stessi e, talvolta, anche la loro intimità, definendo “perla rara” il percorso filosofico condotto da Luca Mori».

Maria Laura Rossetti, maestra, Scuola primaria
“Angiolo Silvio Novaro”, Vada
(Rosignano M.mo/Livorno)

 

«La mia esperienza con il percorso di filosofia è durata quattro anni. I miei alunni, in seconda elementare, hanno accolto calorosamente il “filosofo Luca Mori”, perché lo avevano già conosciuto alla scuola materna, e molti di loro hanno continuato a chiamarlo così fino in quinta.
Il percorso filosofico che abbiamo intrapreso è stato un’escalation di successi, ma all’inizio le difficoltà non sono mancate. Molti dei miei alunni erano stranieri e, anche se nati in Italia, non sapevano esprimersi con facilità; quindi intervenivano poco nelle conversazioni, ma ascoltavano moltissimo e piano piano, lezione dopo lezione, hanno trovato il coraggio necessario per formulare un intervento, che veniva sempre richiesto dal filosofo,  in modo sì “incalzante” ma sempre accompagnato da parole di incoraggiamento e di apprezzamento.
Non dimenticherò mai i loro sguardi pieni di gioia, i loro occhi raggianti che incontravano i miei, quando finalmente riuscivano a dare il proprio contributo alla conversazione esprimendo il loro personale punto di vista. Dopo ogni lezione del filosofo, vedevo i miei alunni più sicuri di sé, alcuni persino “gasati” e consapevoli di aver superato un muro, oppure compiaciuti di esser riusciti a far cambiare idea al proprio compagno, “argomentando” in modo adeguato e consapevole. Ecco, ritengo che, come insegnante, questa sia una delle soddisfazioni più gratificanti e significative: ho toccato con mano la crescita intellettuale dei miei ragazzi».

 Mirella Macelloni, maestra, Scuola primaria “Angiolo Silvio Novaro”, Vada
(Rosignano M.mo/Livorno)

 

Durante gli anni in cui ci ha accompagnato nel nostro percorso didattico-educativo, Luca Mori ha trattato temi originali, attraverso un metodo di lavoro laboratoriale sempre vivo e attualissimo, proponendo tematiche molto vicine ai bambini. La multidisciplinarietà è stata importante, ci ha consentito di guardare i contenuti trattati con visuali diverse, che spesso hanno stupito anche noi insegnanti!! Ci hanno fatto capire come i bambini siano in grado di capire e argomentare anche su temi profondi… Tutto questo ci ha consentito di rispondere alle diverse esigenze e di adeguare in itinere il lavoro ai diversi livelli e bisogni che man mano scaturivano.
Grazie a queste interessantissime attività tutti i ragazzi sono stati gradualmente stimolati a diventare parte attiva nelle discussioni di gruppo, a raggiungere un maggiore livello di maturazione e soprattutto a “scavare” nel profondo… e a sviluppare il “senso critico”, che spesso manca nei ragazzi oggi.

Laura Cetti, maestra, Scuola primaria “Angiolo Silvio Novaro”, Vada
(Rosignano M.mo/Livorno)

La filosofia con i bambini come gioco e, nello specifico, il progetto dell’Utopia e della sua costruzione, l’ho giudicata interessante e utile per aiutare i bambini ad esprimere le proprie emozioni ed opinioni e a stimolare il confronto tra di loro e con gli adulti, per la costruzione di un significato condiviso di vita. Inoltre, questo gioco filosofico ha permesso loro di affacciarsi per la prima volta ai “perché” e al “che cosa è” della vita, andando oltre la loro quotidianità familiare e scolastica.
I bambini, pur non essendo abituati ad esprimere le loro opinioni e a confrontarle, hanno reagito bene e partecipato in modo attento e proattivo alla costruzione dell’utopia. Si sono sentiti coinvolti in prima persona ed hanno messo le loro esperienze, conoscenze e curiosità nell’attività del gioco filosofico.
Noi docenti, grazie al progetto, abbiamo scoperto delle caratteristiche di questi bambini celate dalla loro emotività ed abbiamo capito che anche a quest’età infantile essi regolano le loro azioni in base ad un proprio concetto di giusto e sbagliato, di bene e di male, mostrando una vera e propria capacità di scegliere criticamente.
I bambini, superata un’iniziale normale e ovvia diffidenza, sono stati incuriositi dalle proposte del filosofo e dall’idea di utopia, di cui non avevano neanche la concezione. Il fatto di poter costruire e scegliere come costruire l’utopia dell’isola li ha entusiasmati e fatti sentire responsabilizzati dall’educatore. Per tale motivo si sono avvicinati e relazionati molto bene con lui.
Trovo, dunque, il progetto molto interessante e stimolante alla luce della risposta che i bambini hanno dato alla filosofia, non intesa come insieme di nozioni, ma come un’educazione alla costruzione di una capacità critica di scelta e di ragionamento di ogni bambino.

Melania Coppola, Scuola d’infanzia Betti, Istituto comprensorio Fibonacci
(Pisa)

 

«Sono quasi 30 anni che insegno nella scuola Primaria, spesso in scuole d’avanguardia, con progetti ambiziosi di didattica sperimentale, ma l’esperienza di lavorare sull’utopia non mi era mai capitata. A dir la verità quando mi è stata proposta sono rimasta molto perplessa sulla possibilità di farlo proprio nella mia classe, una classe difficile, piena di problemi scolastici e di relazione, ma essendo io un’insegnante “utopica” dopo qualche riflessione condivisa con altri docenti che vi avevano lavorato, ho sposato appieno questo progetto. Ed in effetti poi è stata la cosa più “naturale” possibile, perché per noi adulti che abbiamo molte, troppe sovrastrutture parlare di utopia ci sembra impossibile, ma per i bambini proiettati nel futuro attraverso la loro immaginazione è la cosa più semplice che esista.
Così ci siamo trovati a parlare della nostra “isola”, argomentando su regole e possibilità, in un dialogo democratico nel vero senso della parola. È stato interessante poter osservare che le consuete dinamiche di gruppo si rompevano e ricomponevano intorno ad argomenti importanti come i confini, la guerra, l’accoglienza, la tolleranza, la religione, il lavoro, l’educazione… È stato altrettanto importante capire anche i danni che una “formazione/informazione” di parte può fare in una mente così malleabile, specie se questa informazione avviene attraverso figure molto importanti quali i genitori o anche gli insegnanti stessi, senza un’adeguata mediazione dei contenuti, perché la mente del bambino tende a generalizzare un’informazione parziale (es: i Talebani sono terroristi, i Talebani sono musulmani, i musulmani sono tutti terroristi) e su questo abbiamo riflettuto a lungo con alcuni genitori.
“Giocando” insieme a immaginare una realtà impossibile è divenuto possibile parlare della realtà presente e passata anche nell’ottica di un cambiamento futuro, per cui per me, vivendolo in prima persona, è stato naturale affiancare a questo sfaccettato gioco anche la realtà del volontariato. Dovessi fare un bilancio di questo percorso riducendolo a costi e benefici (ovviamente non sul piano economico ma didattico) direi che i costi sono ridotti se gli adulti sono disposti a mettersi in gioco e questo vale sia per insegnanti che per genitori, i benefici sono enormi se c’è la capacità di contestualizzare i contenuti in uno spazio/tempo legato ai bambini, cioè mi spiego meglio se parlare di utopia diventa un’occasione per parlare di noi attraverso un’attenta mediazione e supervisione dell’adulto che deve però avere la capacità di scendere al piano dei bambini e spogliarsi del suo ruolo di “giudice”».

Cristina Scardigli, maestra, Scuola primaria “Ernesto Solvay”
I Circolo didattico di Rosignano Marittimo

 «Ascolto, partecipazione attiva, problematizzazione, negoziazione, discussione, ricerca, prendere posizione, rispetto di sé e degli altri. Questa è l’anima dei laboratori condotti da Luca Mori con i bambini. Oltre alle emozioni, l’attesa e i sentimenti».

Patrizia Cinagli, maestra, Scuola prima “Europa”
I Circolo didattico di Rosignano Marittimo

«Il mio contributo è quello di mamma e di insegnante.
Mia figlia, con la sua classe e le insegnanti Grazia Scarselli e Stella Pretini, ha svolto con Luca Mori un bellissimo percorso di ricerca-azione che ha avuto inizio dallo studio del pittore Vincent Van Gogh. In particolare è partito dalle suggestioni che il dipinto “La notte stellata” aveva prodotto nei bambini che come Vincent (lo chiamavano così) si sono misurati con il loro bisogno di spiritualità, di libertà, di “religiosità”……se vogliamo di autoconsapevolezza.
Come insegnante, dopo la lettura di alcuni importanti brani de “La fattoria degli animali” di G. Orwell, ho avuto l’opportunità di lavorare con Luca Mori. I miei alunni sono andati alla ricerca di una possibile vita di comunità con regole democraticamente condivise e “autoprodotte”. Si sono confrontati mettendo in comune idee, parlando di ciò che era meglio per tutti, non per il singolo e durante discussioni non semplici sono anche riusciti a mediare trovando soluzioni alternative che hanno spiazzato anche noi insegnanti».

Cecilia Incagli, scuola “Carducci” Rosignano Marittimo

 

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Una mamma:

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«…per noi l’esperienza è stata a dir poco esaltante, emozionante e ricca di tanti spunti: proprio oggi raccoglievo commenti entusiasti da parte dei genitori partecipanti. Uno in particolare mi preme scriverlo: una mamma ha riferito che, ascoltando gli interventi della figlia durante l’incontro, ha colto degli aspetti della sua personalità finora sconosciuti tanto che le sembrava di “osservarla dal buco della serratura”, segno che sei riuscito a tirare fuori tante cose da questi bambini».

Testimonianza dalla Biblioteca di Castelfranco Emilia (Modena)
dopo un incontro con bambini e genitori nell’ambito
del progetto Filosofare (25 ottobre 2014) con
la Fondazione Collegio San Carlo

«…Ho letto, nelle risposte dei bambini,  il loro vissuto, l’impegno delle famiglie e il nostro come scuola; ho ritrovato riflessioni fatte insieme in passato e condivise con i genitori nel corso di questi 5 anni. E’ emersa, prepotente, la  voglia di costruire e di farlo bene. Li ho rivalutati. E’ un’età in cui sono spesso con la testa fra le nuvole. Mi hanno stupito e mi ha fatto piacere. Tutto questo grazie a Luca Mori che ha saputo condurre il gioco da vero filosofo, senza condizionarli, accompagnando tutti, garbatamente, nella “ricerca” di un ideale condiviso: quattro ore insieme sono volate.
[…] Un aspetto negativo, per ciò che riguarda la V è che, essendo una classe al termine della scuola primaria, non ha i margini di tempo per un confronto sul Diario con altre scuole [nell’ambito del progetto “Gioco delle 100 utopie”], come mi sarebbe piaciuto».

Gemma Orlando, Scuola primaria di Pasturana (Alessandria)

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Isabella Giordano, classe II E
Scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Vibio Mariano (Roma)

Rosalba Marchisciana - GELA

Rosalba Marchisciana,
Dirigente del Primo Circolo Didattico di Gela

Marilena Bagarella - CORLEONE

Marilena Bagarella,
Formatrice psicopedagogica e sociale
Responsabile della formazione
“Laboratorio della Legalità”, Corleone

[10]

Altre testimonianze

Conosco Luca Mori da qualche tempo. L’ho incontrato in quell’alveo di pensiero straordinario che si è coagulato a Pisa nella Facoltà di Filosofia a partire dagli anni ’80 intorno a due Maestri della filosofia italiana contemporanea: Aldo Giorgio Gargani e Alfonso Maurizio Iacono.

Luca naviga da sempre in questo mare, capace di grande attenzione verso la voce dei Maestri – l’attenzione è quasi una preghiera laica dell’anima – e insieme cultore di un proprio solco, un pensiero nella filosofia politica denso di una sua specifica originalità. Abbiamo tutti, anche i più anziani, imparato in questi anni da Luca Mori e personalmente ho ammirato la sua passione per il trasferimento del cogito filosofico nella pratica educativa quotidiana soprattutto verso i minori, i più piccoli, menti secondo Luca fervide e capaci di accogliere lo stupore come presupposto necessario per un genuino pensare. Luca studia, ricerca, fatica nelle aule delle scuole elementari, delle scuole dell’infanzia e in quelle degli adulti, lungo una traccia professionale che è fatta di attenzione, ascolto e stupore e per tutto questo e per tanto altro mi è profondamente caro.

Giuseppe Varchetta
Consulente di formazione e sviluppo organizzativo,
psicologo dell’organizzazione di formazione psico-socioanalitica
direttore della rivista Educazione Sentimentale

Luca Mori è un ricercatore e un docente con cui collaboro da molti anni su percorsi di Alta Formazione, in particolare Master post lauream nell’ambito della formazione per la gestione di Beni naturali UNESCO e dell’Arte e Cultura.

Luca è sempre molto attento, propositivo, riservato e di grandissima affidabilità e elevatissima competenza, sia contenutistica che di metodo.

E’ stato responsabile del coordinamento di ricerche e di gruppi di allievi da molti anni ed è sempre riuscito a creare un clima di grande partecipazione. Sempre nel rispetto delle dinamiche di un gruppo, che sa comprendere con intuito e guidare nel modo più efficace per il raggiungimento degli obiettivi di progetto, riesce ad attivare proficuamente ma sempre con garbo e cura il talento dei singoli all’interno dei gruppi.

Grandemente capace di lavorare sul metodo, il suo contributo nelle ricerche ha sempre garantito raggiungimento di risultati scientifici puntuali e mai banali.

Gabriella De Fino
Responsabile didattica e organizzazione presso
tsm|Trentino School of Management – Step,
Scuola per il governo del territorio e del paesaggio