Diario del filosofo. Canal San Bovo

Condividi
FacebookTwitterGoogle+EmailPrintPinterest

Arrivo a Canal San Bovo subito dopo la tappa di Bergamo, grazie all’invito dell’insegnante Bruna Pollini e al contatto attivato ancora una volta da Elena Vicenzi, a cui devo tra l’altro l’ospitalità in un posto splendido con vista sulle Pale di San Martino.

Nella scuola di Canal San Bovo ho il piacere di incontrare nuovamente Andreina Marcon e Daniela Bellot, con cui avevo lavorato durante una ricerca sul paesaggio promossa da Step (Scuola per il governo del territorio e del paesaggio della Provincia Autonoma di Trento), sotto la direzione scientifica di Ugo Morelli – esperienza da cui è poi derivato un libro curato da Ugo Morelli e Gianluca Cepollaro, direttore della scuola, intitolato Paesaggio lingua madre (ERICKSON).

Conosco qui anche Federica Castellaz e Patricio Orsega, che mi offre il pranzo e una bella conversazione, mentre le maestre mi fanno un generoso dono di prodotti locali, da riportare a casa. Il lavoro va molto bene. I bambini della II e della IV collaborano in modo notevole e, anche loro, come sempre mi è capitato, nonostante siano per me alla fine di un viaggio, riescono a immaginare cose che non avevo ancora sentito dire.

Riparto passando da Mezzano a salutare i bambini e le maestre, prendendo da loro alcuni nuovi disegni di utopie. E mentre mi rimetto in viaggio dico dentro di me grazie a tutti quelli che mi hanno accompagnato e sostenuto fin da quando l’idea di lanciare un crowdfunding e di viaggiare così tanto sembrava assurda anche a me.

Utopia-conclusione2

Grazie a tutti quelli che mi hanno dato le vele per mettermi in viaggio, a tutti quelli che mi hanno ospitato nelle loro case dandomi fiducia, alle bambine e ai bambini che si sono appassionati al gioco, alle insegnanti che mi hanno invitato e regalato idee a loro volta, ai formatori/associazioni/organizzazioni/dirigenti che mi hanno invitato a nuovi incontri dopo l’esperienza… Grazie a Marina e a Sofia per il modo in cui hanno colmato la distanza con la loro presenza e per la pazienza che hanno avuto…

Penso anche ai numeri. Quando arriverò a casa, saranno, da ottobre a oggi, in 8 mesi, per il Giocodelle100utopie: oltre 10.000 KM PERCORSI, circa 550 BAMBINI INCONTRATI, circa 300 ORE DI LAVORO DONATE TRA INCONTRI E TRASCRIZIONI (QUANTE ORE NOTTURNE!), oltre 400 PAGINE di documentazione (interlinea 1, carattere 12). Con quelle raccolte quest’anno, ho superato il numero di 100 utopie immaginate con i bambini a partire dal 2005 ad oggi.